All-on-4: cosa significa e quando trova indicazione clinica
Quando una persona perde tutti i denti di un’arcata, la prima esigenza riguarda il recupero della funzione masticatoria, seguita dal desiderio di tornare a sorridere con naturalezza.
In questa situazione, il termine all on four compare spesso durante le ricerche online e nelle prime consulenze odontoiatriche. Ma di cosa si tratta?
La diffusione della tecnica ha creato aspettative molto alte, che meritano una spiegazione accurata, basata su criteri clinici e sulla sicurezza nel tempo.
L’implantologia all on four consente la riabilitazione di un’arcata completa tramite quattro impianti dentali. Tale soluzione nasce per rispondere a condizioni anatomiche complesse, legate soprattutto alla perdita ossea. Presso Biodent l’All-on-4 viene eseguito, ma trova indicazione in casi specifici, dopo una valutazione approfondita della struttura ossea e delle alternative disponibili.
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All-on-4: come funziona dal punto di vista clinico
All-on-4 è una tecnica implantologica avanzata che consente la riabilitazione di un’intera arcata dentale, superiore o inferiore, attraverso l’utilizzo di quattro impianti dentali inseriti in posizioni studiate con precisione.
Due impianti anteriori vengono posizionati in asse, mentre i due posteriori risultano inclinati. Questa inclinazione permette di sfruttare zone ossee più favorevoli, riducendo il coinvolgimento di aree anatomiche sensibili ed evitando procedure di innesto osseo.
Il principio alla base dell’all on four implantologia si fonda su una distribuzione controllata dei carichi masticatori, che richiede una progettazione estremamente accurata. Errori di valutazione o semplificazioni eccessive aumentano il rischio biomeccanico nel medio-lungo periodo.
La procedura prevede l’inserimento dei quattro impianti durante un’unica seduta chirurgica. Nella stessa giornata viene generalmente applicata una protesi provvisoria fissa, che consente al paziente di recuperare funzione masticatoria ed estetica già dalle prime ore successive all’intervento. Insomma, l’intervento risulta meno invasivo e più rapido rispetto ad altre soluzioni implantari.
Nei mesi successivi, di norma tra quattro e sei, avviene il processo di osteointegrazione, durante il quale l’osso si stabilizza attorno agli impianti. Al termine di questa fase, la protesi provvisoria viene sostituita con quella definitiva, progettata per garantire stabilità e durata nel tempo.
La tecnica viene spesso scelta per la sua minore invasività, poiché nella maggior parte dei casi evita interventi di rigenerazione ossea, risultando adatta anche a pazienti con riassorbimento osseo. Un ulteriore vantaggio riguarda la riduzione complessiva di tempi e costi, legata all’utilizzo di un numero limitato di impianti e a un’unica fase chirurgica ben pianificata.
Se la procedura viene eseguita all’estero, attraverso il turismo dentale, i costi risultano ancora più accessibili. Paesi con strutture moderne e organizzazione sanitaria efficiente permettono di offrire la stessa qualità clinica con tariffe più vantaggiose, grazie a spese operative ridotte e a un modello di cura pensato per pazienti internazionali.
Barra e controbarra: La scelta clinica di Biodent sull’All-on-4
Barra e controbarra indicano componenti protesiche utilizzate in implantologia dentale all’interno di All-on-4 e hanno l’obiettivo di migliorare stabilità, distribuzione dei carichi masticatori e gestione nel tempo della riabilitazione implantare, soprattutto in situazioni che richiedono un controllo biomeccanico accurato.
- La barra consiste in una struttura metallica, generalmente in titanio, fissata stabilmente agli impianti dentali. La sua funzione riguarda il collegamento dei pilastri implantari tra loro, creando un’unità strutturale più resistente e capace di distribuire le forze masticatorie in modo più equilibrato lungo l’arcata.
- La controbarra, chiamata anche cavaliere protesico, si integra all’interno della protesi e si aggancia alla barra tramite sistemi di precisione come incavi o clip.


Dopo il completamento dell’osteointegrazione, che richiede in genere un periodo compreso tra quattro e sei mesi, il clinico applica la barra sugli impianti. La protesi dotata di controbarra scorre e si posiziona sulla struttura, offrendo stabilità funzionale e comfort durante la masticazione. Il paziente gestisce la rimozione della protesi per l’igiene quotidiana, favorendo il mantenimento dei tessuti e il controllo nel tempo della salute orale.
La barra con controbarra offre una gestione più agevole dell’igiene e un costo generalmente più contenuto.
Biodent adotta un approccio prudente verso l’All-on-4 e considera la tecnica una soluzione di necessità. Quando le condizioni ossee permettono l’inserimento di un numero maggiore di impianti, il piano di cura si orienta verso soluzioni con più pilastri, capaci di offrire una distribuzione dei carichi più favorevole e una maggiore adattabilità nel corso degli anni.
Nei casi in cui viene realizzata una protesi All-on-4, Biodent utilizza sempre una struttura con barra e controbarra, poiché questa configurazione garantisce una resistenza strutturale superiore, una migliore tenuta dell’arcata e una gestione più sicura delle sollecitazioni sui singoli impianti.
All-on-4: protesi semifissa o fissa?
Un aspetto che merita particolare attenzione riguarda la natura della protesi. L’impianto all on four conduce a una protesi semifissa. Cosa significa?
In ambito strettamente tecnico, una protesi All-on-4 viene descritta come avvitata agli impianti e gestita esclusivamente dal medico durante le sedute di controllo. Da questa prospettiva, la struttura resta solidale agli impianti durante la vita quotidiana e garantisce una funzione masticatoria continua, senza movimenti percepibili e senza appoggio sul palato.
Dal punto di vista funzionale e biologico, la valutazione cambia. Una riabilitazione supportata da quattro impianti richiede una progettazione che tenga conto dei carichi concentrati su un numero limitato di pilastri. Per ragioni di sicurezza nel medio e lungo periodo, molte configurazioni cliniche prevedono una gestione della protesi che consente la rimozione programmata, finalizzata all’igiene profonda e al controllo dei tessuti peri-implantari. In questa ottica, il termine semifissa descrive una soluzione che unisce stabilità durante l’uso quotidiano e possibilità di rimozione controllata.
Le varianti protesiche disponibili chiariscono ulteriormente la distinzione. Le soluzioni con barra e sistemi di aggancio permettono al paziente una gestione diretta dell’igiene, favorendo la salute dei tessuti e una manutenzione costante. Le overdenture ancorate offrono ritenzione e comfort, risultando adatte in situazioni con supporto osseo limitato, dove una struttura completamente avvitata su quattro impianti comporterebbe sollecitazioni elevate.
Il protocollo originario All-on-4, sviluppato per il carico immediato, nasce con una protesi avvitata. L’evoluzione clinica e l’esperienza nel tempo hanno portato molti centri a riconsiderare la definizione di “fissa definitiva” quando il supporto implantare resta limitato a quattro elementi. Una riabilitazione su un numero maggiore di impianti offre una distribuzione dei carichi più favorevole e una gestione più simile ai denti naturali.
Una spiegazione completa di queste differenze permette al paziente di comprendere la reale natura della protesi proposta, evitando aspettative non allineate alla pratica clinica e favorendo una scelta consapevole e orientata alla durata nel tempo.
Cosa significa per il paziente?
- Gestione dell’igiene orale
La protesi richiede attenzione quotidiana. La possibilità di rimuoverla consente una pulizia accurata sia della struttura protesica sia delle gengive. Questa pratica favorisce il benessere dei tessuti e permette di mantenere nel tempo una bocca sana. L’igiene diventa un momento dedicato, simile a una cura personale più approfondita. - Rapporto con il cibo
Durante i pasti, la protesi offre stabilità e permette una masticazione efficace. Il paziente ritrova il piacere di mangiare alimenti di diversa consistenza, con una sensazione di sicurezza. Una masticazione equilibrata contribuisce al comfort generale e al benessere digestivo. - Routine quotidiana e tempi personali
La gestione della protesi introduce un’abitudine nuova nella giornata. Pulizia, controllo visivo e riposizionamento richiedono qualche minuto dedicato. Con il tempo, queste azioni diventano automatiche e si integrano facilmente nella routine personale. - Controlli e manutenzione professionale
La protesi prevede visite periodiche presso la clinica. Questi appuntamenti permettono al medico di valutare la stabilità degli impianti, lo stato dei tessuti e l’adattamento della struttura. Il paziente vive tali controlli come momenti di prevenzione e tutela della propria salute orale. - Percezione del sorriso e della socialità
Dal punto di vista estetico, la protesi restituisce un sorriso naturale e armonioso. Il paziente affronta conversazioni, relazioni e momenti sociali con maggiore tranquillità. La consapevolezza di una soluzione stabile rafforza la sicurezza personale.
Materiali protesici: perché Biodent utilizza la resina
Per una riabilitazione All-on-4, la scelta dei materiali incide in modo diretto su durata, comfort, igiene e protezione degli impianti nel tempo. La progettazione protesica deve tenere conto del fatto che quattro impianti sostengono un’arcata completa composta da dodici elementi dentari, con carichi masticatori concentrati su un numero limitato di pilastri.

- Protesi temporanee in acrilico
Durante la fase di carico immediato, la protesi applicata nella stessa giornata dell’intervento viene realizzata in acrilico. Il materiale offre leggerezza e adattabilità, qualità utili mentre gli impianti completano il processo di integrazione con l’osso. L’acrilico consente una realizzazione rapida e una funzione masticatoria adeguata nelle prime settimane. Con il passare del tempo tende però a usurarsi, a perdere stabilità cromatica e a trattenere più facilmente placca batterica, richiedendo controlli e manutenzione più frequenti. Il ruolo principale rimane quello di accompagnare il paziente durante la fase di guarigione.
- Protesi definitive in resina o composito
Nel trattamento All-on-4, Biodent utilizza esclusivamente protesi definitive in resina o composito. La struttura interna viene progettata per garantire leggerezza, adattamento preciso sugli impianti e una distribuzione delle forze masticatorie più favorevole. La resina e il composito presentano una maggiore elasticità rispetto ai materiali rigidi, caratteristica che riduce lo stress sugli impianti e protegge la riabilitazione nel medio-lungo periodo. Questi materiali consentono anche interventi di manutenzione più semplici e una gestione più sicura nella vita quotidiana, soprattutto considerando la natura semifissa della protesi.
- Materiali rigidi e limiti biomeccanici
Materiali rigidi e pesanti come zirconia o metallo-ceramica non rientrano nel protocollo clinico di riferimento per l’All-on-4. Il protocollo del Dott. Maló, relativo alla tecnica implantare All-on-4 sviluppata dal Dr. Paulo Maló, nella sua formulazione originaria prevede l’utilizzo di protesi avvitate in resina/composito. Quattro impianti non risultano progettati per sostenere in sicurezza una struttura rigida composta da dodici denti nel lungo periodo. L’aumento del peso e della rigidità concentra i carichi masticatori sui singoli impianti, incrementando il rischio di fratture protesiche, sovraccarico implantare e possibili complicanze biologiche. La resina, più leggera ed elastica, assorbe meglio le sollecitazioni e riduce anche il rischio di frattura in caso di urti accidentali durante la rimozione e la pulizia.
- Impianti e strutture di supporto
Impianti e strutture di supporto vengono realizzati in titanio di grado medicale, materiale che favorisce integrazione ossea e stabilità nel tempo. La qualità dei supporti, insieme alla scelta corretta dei materiali protesici, influisce in modo decisivo sull’affidabilità complessiva della riabilitazione.

Biodent adotta esclusivamente protesi in resina o composito, fissate tramite barre e controbarre. Questa scelta è dettata da rigorosi criteri di sicurezza, volti a proteggere gli impianti e garantire la durabilità della riabilitazione. L’obiettivo è fornire una soluzione che sia biomeccanicamente coerente con il protocollo All-on-4 e che tuteli la salute del paziente nel lungo periodo.
È fondamentale sottolineare che le soluzioni All-on-4 che utilizzano materiali come zirconia o metallo-ceramica non fanno parte del protocollo clinico originale del Dott. Malò, ma sono varianti spesso introdotte per ragioni commerciali. Pertanto, si raccomanda cautela e discernimento nei confronti di chi propone l’All-on-4 in zirconia come opzione standard, in quanto tale soluzione non è in linea con i principi clinici di affidabilità e sicurezza a lungo termine.
A conferma di ciò, uno studio clinico firmato dallo stesso Dott. Malò (2019) su 471 pazienti seguiti fino a 18 anni ha evidenziato che le protesi in ceramica mostrano una probabilità significativamente più alta di complicanze meccaniche rispetto a quelle in resina acrilica. Il dato conferma che materiali più rigidi come la ceramica o la zirconia espongono maggiormente la riabilitazione al rischio di fratture, rendendoli non adatti nel contesto biomeccanico dell’All-on-4.
Quando l’All-on-4 trova indicazione clinica
Sei un candidato ideale per questa tecnica? L’All-on-4 trova indicazione in situazioni cliniche specifiche e richiede una valutazione approfondita, poiché caratteristiche ossee, condizioni generali e obiettivi di lungo periodo variano da persona a persona.
L’All-on-4 è impiegato nella riabilitazione di arcate dentarie completamente edentule oppure gravemente compromesse, quando la quantità di osso residuo consente l’inserimento di quattro impianti senza ricorrere a procedure di rigenerazione. La tecnica nasce proprio per sfruttare al meglio l’osso disponibile, riducendo l’invasività chirurgica e permettendo una riabilitazione funzionale in tempi contenuti.
Dal punto di vista clinico, l’All-on-4 viene presa in considerazione in presenza di edentulia totale dell’arcata superiore o inferiore, in casi di malattia parodontale avanzata che richiede l’estrazione di più elementi dentari, oppure in situazioni di atrofia ossea moderata o severa dove le tecniche implantari tradizionali risultano difficili da applicare. La possibilità di carico immediato consente di applicare una protesi fissa entro ventiquattro ore, in un’unica seduta, con percentuali di successo elevate documentate nel medio-lungo periodo.
Quando non è indicato
Abitudini parafunzionali intense, stati infiammatori non risolti dei tessuti di supporto, consumo elevato di tabacco, alterazioni metaboliche non compensate, ridotta qualità ossea o presenza di infezioni attive aumentano il rischio biologico e meccanico. In situazioni di edentulia parziale o di osso estremamente rarefatto, soluzioni supportate da un numero maggiore di impianti, come All-on-6 o impianti zigomatici, offrono prospettive più favorevoli. Ne parliamo in modo approfondito nel prossimo paragrafo.
Quando in Biodent consigliamo All-on-4
L’all on four superiore trova indicazione in situazioni di grave carenza ossea, dove procedure rigenerative risultano difficili da eseguire. Nell’arcata inferiore, l’all on four arcata inferiore viene preso in considerazione quando il nervo mandibolare risulta molto vicino alla superficie ossea. Tale condizione compare spesso in pazienti che hanno perso i molari da molti anni.
I pazienti che più spesso beneficiano dell’All-on-4 presentano un’età matura, una salute generale stabile e una buona predisposizione alla cura dell’igiene orale. Presso Biodent, l’All-on-4 viene valutata esclusivamente in situazioni cliniche estreme. In simili circostanze, l’All-on-4 può offrire una possibilità terapeutica valida, pur rientrando tra le soluzioni di necessità e non tra le scelte preferenziali.
All-on-4 e All-on-6: una differenza clinica rilevante
Abbiamo già accennato alla All-on-6, una variante implantare che merita un approfondimento perché introduce differenze cliniche rilevanti rispetto alla All-on-4, soprattutto in termini di stabilità nel tempo e possibilità di gestione terapeutica.
In una riabilitazione All-on-6, la presenza di sei impianti distribuiti lungo l’arcata offre una maggiore superficie di ancoraggio e una ripartizione più favorevole delle forze masticatorie.In caso di perdita di un impianto, il percorso terapeutico mantiene una maggiore flessibilità: il paziente può completare la riabilitazione applicando comunque le dodici corone, oppure procedere con l’inserimento di un ulteriore impianto per rafforzare la struttura. In entrambe le situazioni, la fase di osteointegrazione richiede un’attesa compresa tra quattro e sei mesi, tempi fisiologici comuni a tutte le terapie implantari.
Nel trattamento All-on-4, invece, la presenza di quattro soli pilastri riduce le opzioni di gestione. La perdita di un impianto comporta la necessità di reinserirlo e di attendere nuovamente il periodo di osteointegrazione prima di completare la riabilitazione. La protesi definitiva resta vincolata a materiali più leggeri, come la resina, per limitare il carico concentrato sugli impianti residui. Anche in questo caso, le fasi di attesa biologica rientrano nei quattro-sei mesi.
Dal punto di vista strutturale, la All-on-4 utilizza due impianti anteriori diritti e due posteriori inclinati, una configurazione pensata per sfruttare l’osso disponibile in presenza di atrofia moderata e per consentire il carico immediato. La All-on-6, invece, prevede sei impianti diritti distribuiti lungo l’arcata, una scelta che aumenta la resistenza complessiva e riduce le sollecitazioni su ciascun pilastro.
La All-on-6 trova indicazione in presenza di osso di qualità inferiore, forze masticatorie intense come nel bruxismo, pazienti più giovani con aspettative di lunga durata e nell’arcata superiore, dove una stabilità aggiuntiva compensa la minore densità ossea. Dal punto di vista economico, l’investimento risulta superiore rispetto alla All-on-4, con un incremento medio compreso tra il venti e il trenta per cento, bilanciato però da una maggiore robustezza e adattabilità nel tempo.
Conclusione
Presso Biodent l’approccio all’implantologia nasce da una valutazione clinica approfondita e da una visione orientata alla sicurezza nel tempo. Tecniche come All-on-4 e All-on-6 vengono analizzate in modo critico, considerando anatomia, qualità ossea, abitudini quotidiane e prospettive di durata della riabilitazione.
L’obiettivo resta offrire una soluzione coerente con la situazione del paziente, evitando semplificazioni e scelte standardizzate.
L’équipe clinica privilegia stabilità, gestione futura e corretta distribuzione dei carichi masticatori, spiegando in modo trasparente limiti, vantaggi e alternative disponibili. Il turismo dentale diventa parte di un percorso strutturato, dove organizzazione, materiali certificati e pianificazione accurata lavorano insieme.
Chi valuta una riabilitazione implantare completa può richiedere una consulenza personalizzata. Contattaci per ricevere una valutazione clinica approfondita e capire quale soluzione risponde alle tue esigenze.










